FAVOLA: POLLICINA

La favola Pollicina di Andersen Hans Christian, da leggere ai tuoi bambini e imparare la morale. Le più belle storie e racconti per bambini scritti da Andersen Hans Christian.

VIDEO FAVOLA
POLLICINA di ANDERSEN HANS CHRISTIAN

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NOTIZIE SULLA VITA DI
ANDERSEN HANS CHRISTIAN
Andersen Hans Christian, scrittore della Danimarca (Odense 1805-Copenaghen 1875).
Di umili origini ed autodidatta, raggiunse la notorietà pubblicando poesie ed alcuni romanzi, tra i quali "L'improvvisatore" (1835) e "O.T." (1836).
Poco significativa e sfortunata la sua produzione teatrale, più interessanti i racconti di viaggio dedicati ai soggiorni in Italia, Spagna, Turchia, Grecia, Svezia, Inghilterra, Germania.
Ma la fama di Andersen è affidata alle "Fiabe" (1835-1872), considerate tra i capolavori della letteratura mondiale: sono 164 racconti per l'infanzia, ispirati in parte alla tradizione popolare nordica, in parte a spunti autobiografici e storici.
Andersen ha pubblicato anche un'autobiografia, "La fiaba della mia vita" (1855).


 

FAVOLA POLLICINA
C'era una volta una donna non più giovanissima, che si sentiva tanto sola ed avrebbe voluto avere un bambino: andò da una strega del suo villaggio, che le diede un granello d'orzo, raccomandandole di seminarlo in un vaso e di curarlo.Alcuni giorni dopo sbocciò uno splendido fiore, simile ad un tulipano: i petalisi aprirono e ne uscì una bambina bellissima, piccola come un pollice.La donna le diede il nome di Pollicina.
Per un po' di tempo Pollicina visse felice con la sua mamma umana.
Una brutta notte entrò nella camera della donna, dove Pollicina dormiva in un guscio di noce, un brutto rospo femmina, che decise di rapire la ragazza per farne la moglie di suo figlio.
L'indomani Pollicina si risvegliò e vide cosa le era successo.
Saltò su una foglia e si lasciò trasportare dal fiume, lontano dai due rospi.Ad un tratto giunse ronzando sopra Pollicina un maggiolino, che la afferrò e laportò via dalla foglia, nel suo nido.
Ma gli altri maggiolini iniziarono aderiderla, perchè era diversa da loro.
Pollicina se ne andò ed iniziò a vagare nella foresta.
Visse tutta l'estate nella foresta, intrecciandosi le foglie per fare il letto, mangiando le bacche e bevendo la rugiada per dissetarsi.
Ma poi arrivò l'inverno, cominciò a nevicare e Pollicina non trovò più niente da mangiare e da bere.
Stremata, uscì dalla foresta ed andò a bussare da una famiglia di topi, che viveva vicino ad un fienile.
La accolsero con affetto, e Pollicina potè lavorare per loro per pagarsi vitto ed alloggio.
Il vicino di casa della famiglia dei topi era una talpa, che si innamorò di Pollicina ma preferì per il momento stare zitto ed aspettare che lei si accorgesse di lui.
Nel frattempo Pollicina andava periodicamente a tenere in ordine anche la sua casa.
Un giorno, fuori dalla casa dei Topi, trovò una rondine che sembrava morta.
Pollicina la prese, la mise nel suo giaciglio, e cercò di scaldarla e di darle da mangiare.La rondine si riprese e ringraziò Pollicina.
Per tutto l'inverno Pollicina e la rondine vissero fianco a fianco.
Alla fine dell'inverno la moglie del Topo le annunciò che doveva cominciare a prepararsi la dote, perchè avrebbe sposato la Talpa.
Pollicina era disperata.Ritornò la primavera e la rondine ormai stava bene: Pollicina le confidò che non voleva sposarsi con la talpa.
Il giorno della partenza, la rondine, che era ormai forte, prese Pollicina sulla sua schiena,e la portò lontano, verso il cielo più azzurro.Ad un tratto la rondine arrivò in un regno fantastico, dove c'erano palazzi sontuosi, splendidi giardini, vie trafficate, tutte all'altezza di Pollicina.
C'era anche degli esseri, identici a lei in tutto e per tutto.
C'era un principe in quel regno, bellissimo, che chiese a Pollicina se voleva sposarlo.
Pollicina capì di aver trovato la sua gente, finalmente.
Diventò la regina di quel regno e visse felice e contenta con il suo principe.
La principessa sul pisello C'era una volta un principe che voleva sposare una principessa, ma doveva trattarsi di una principessa vera! Perciò si mise a viaggiare in lungo e in largo per il mondo, ma ogni volta non riusciva a decidersi: principesse ce n'erano un po' dappertutto, ma erano principesse vere? Non si riusciva mai a saperlo con sicurezza: ogni volta sembrava mancare qualche cosa.
Alla fine decise di tornare a casa sua, ma era pieno di tristezza per non essere riuscito a trovare una principessa vera.
Una notte che c'era un tempo orribile, con fulmini, tuoni, e acqua a catinelle, qualcuno bussò alle porte della città, e il vecchio re andò ad aprire.
Fuori dalle mura c'era una principessa: Dio mio, la pioggia e il brutto tempo l'avevano conciata proprio bene! L'acqua le picchiava sui capelli e sui vestiti, entrava nelle scarpe dalle punte e ne usciva dai tacchi: eppure lei sosteneva di essere una vera principessa. 'Questo si vedrà', pensò la vecchia regina, ma non disse nulla: andò in camera, tolse il materasso dal letto e mise sul fondo un pisello; poi prese venti materassi e li mise sul pisello, e sopra i materassi mise ancora venti grossi cuscini di piume.
Quella sera la principessa dormì lì.
La mattina dopo le chiesero come aveva dormito.
'Malissimo!', si lamentò la fanciulla, 'non ho praticamente chiuso occhio per tutta la notte! Chissà cosa c'era in quel letto! Ero coricata su qualcosa di duro e mi sono fatta un enorme livido blu e marrone.
E' stato terribile!' Così capirono che era una principessa vera, perchè aveva sentito il pisello attraverso venti materassi e venti grossi cuscini di piume.
Solo una principessa poteva avere una pelle così sensibile! Così il principe la prese in sposa, convinto finalmente di avere incontrato una vera principessa, e il pisello andò a finire in un museo, dove, se nessuno è venuto a rubarlo, lo si può vedere ancora.


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